A parte le suddette determinanti cause della crisi, bisogna pur riconoscere che una delle principali e forse la più veritiera, fu una certa mentalità poco lungimirante ed egoista dei proprietari dei nostri complessi, ancorati alla vieta mentalità padronale che non ammetteva il "nuovo" che progrediva, anche se lentamente. (7) Essi erano degli umili lavoratori, che avevano ereditato, dai loro padri, la perizia dell'arte bianca e che avevano accumulato i loro risparmi in lunghi anni di onesto lavoro e di vita parsimoniosa. … Non erano né dottori in scienze economiche e commerciali, né periti diplomati in questa o quella branca, erano degli uomini semplici ma volitivi e intraprendenti … Essi portarono nella gestione dei nuovi, ingranditi stabilimenti tutte le cognizioni tecniche e l'esperienza che avevano acquistata nel lungo esercizio del loro duro lavoro quotidiano, … e soprattutto, la loro opera era affiancata da volenterose maestranze, ultime rappresentanti di quelle mitiche figure di pastai e mugnai, che si tramandavano di padre in figlio il segreto, direi quasi magico, di quel guizzante impasto di semola e acqua che produceva maccheroni di gusto squisito. (8)

Ecco cosa scrisse il giornalista Franco Escoffier: "Torre Annunziata è la patria degli spaghetti, che oggi, ormai, si stampano in tutto il mondo". Si stampano, perché non si lavorano secondo la tradizione secolare di quelle vere e proprie dinastie di pastai torresi, che producevano maccheroni che formavano la gioia di noi napoletani e dei buongustai di tutto il mondo. La macchina li ha sostituiti, egregiamente, ma non sostanzialmente. Il famoso capintesta, che sovrintendeva il vero ciclo lavorativo e misurava con l'occhio e con l'intuito le dosi di semole, l'acqua, il vento, l'umidità…é stato agevolmente sostituito dalle formule e dai manometri; inevitabilmente lo ha seguito il maestro tagliatore che appostava la pasta all'uscita del cilindro e la riduceva nelle misure rituali. Ultimo a svanire è stato quel patetico "guaglione" che sugli astrici dei pastifici, accanto alle finestre aperte nei lunghi solai semibui, percorsi dagli echi prolungati del vento, che suonava tra le paste tese sulle canne ad asciugare, seguiva attentamente e solitario il compimento della natura. (9)

Il canale Conte di Sarno è oggi un fosso asciutto, invaso da piante, franato in alcuni punti.

La vita del canale Conte di Sarno ha forse un significato emblematico per Torre. La sua vocazione industriale nella farina e nella pasta nasce con il canale e muore allorché questo perde la sua importanza e diventa un fosso semiabbandonato; quasi fossero legati con un nodo indissolubile per tutto l'arco della loro ascesa e della loro decadenza. (10)

I brani in neretto sono tratti da:
Francesco Dati - Torre Annunziata-Indagini storiche - Ed.Laurenziana 1962
Fioravante Meo e Salvatore Russo - Torre Annunziata -Oplonti - Ed.D'Amelio
Marino Marzano - Pasquale Fienga - La Real Fabbrica d'Armi in Torre Annunziata - Ed. D'Amelio 1992
Antonio Giordano - L'arte bianca di Torre Annunziata - Ed.D'Amelio.

Le foto e i disegni sono tratti da:
Antonio Giordano - L'arte bianca di Torre Annunziata - Ed.D'Amelio
Fioravante Meo e Salvatore Russo - Torre Annunziata - Oplonti - Ed.D'Amelio